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Impianto di aspirazione fumi di saldatura: normative e obblighi
Cosa dice la legge a un’azienda che salda, quando serve l’autorizzazione per il camino e cosa chiedere al fornitore. Con l’esempio di una carpenteria lombarda.
Se nella tua officina si salda, la domanda non è se serva un impianto di aspirazione fumi di saldatura, ma quale, e con quali adempimenti. Lo stabilisce la legge, non il fornitore. In questa news mettiamo in fila, senza tecnicismi e senza inventare nulla, le normative che entrano in gioco quando un’azienda decide di dotarsi di un impianto con filtro a cartucce, e le applichiamo al caso di una carpenteria in provincia di Bergamo.
Perché l’aspirazione fumi di saldatura è un obbligo e non un’opzione
Il primo riferimento è il D.Lgs. 81/2008, il Testo unico sulla sicurezza. Il Titolo IX impone al datore di lavoro di valutare il rischio chimico (Art. 223) e, quando il rischio non è irrilevante, di adottare le misure specifiche dell’Art. 225: tra queste la norma indica espressamente l’aspirazione alla fonte, cioè la cattura dei fumi vicino all’arco, prima che raggiungano la zona di respirazione del saldatore. È il principio su cui si basa ogni impianto di aspirazione fumi di saldatura. Le mascherine e la ventilazione generale del capannone vengono dopo, non al posto dell’aspirazione localizzata.
C’è un secondo motivo, più recente. Nel 2017 la IARC ha classificato i fumi di saldatura tra i cancerogeni certi per l’uomo (Gruppo 1). Se in azienda si salda acciaio inossidabile, i fumi possono contenere composti del cromo esavalente e del nichel, che hanno valori limite di esposizione fissati dall’Allegato XLIII del D.Lgs. 81/08, aggiornato dal D.Lgs. 135/2024: 0,005 mg/m³ per il cromo VI dal 17 gennaio 2025, 0,01 mg/m³ (frazione respirabile) e 0,05 mg/m³ (frazione inalabile) per i composti del nichel dal 18 gennaio 2025. Sono valori molto bassi, che in pratica si rispettano solo con un’aspirazione fumi di saldatura efficace alla fonte. Se la lavorazione ricade nel Capo II del Titolo IX (agenti cancerogeni), si aggiungono il registro degli esposti e la sorveglianza sanitaria: una valutazione che spetta al datore di lavoro con RSPP e medico competente.
Cosa rischia chi non si adegua? Le violazioni delle misure di prevenzione del Titolo IX sono sanzionate penalmente (arresto o ammenda, Art. 262). Ma il costo più concreto, per una PMI, è quello che emerge alla prima visita dell’ATS o al primo caso di malattia professionale.
Il caso: una carpenteria in Lombardia
Azienda (ipotetica, a scopo illustrativo): carpenteria metallica in provincia di Bergamo, 18 addetti.
Lavorazioni: sei postazioni MIG/MAG su acciaio al carbonio e una postazione TIG su acciaio inossidabile.
Materiali d’apporto: circa 600 kg/anno tra fili ed elettrodi.
Decisione: impianto di aspirazione fumi di saldatura centralizzato, con bracci aspiranti su ogni postazione, unità filtrante a cartucce con pulizia automatica ed espulsione dell’aria all’esterno attraverso un camino.
Bastano queste righe per far scattare, oltre agli obblighi di sicurezza visti sopra, un secondo blocco di norme: quelle sulle emissioni in atmosfera.
Se l’aria esce dal camino serve un’autorizzazione
Chi espelle all’esterno l’aria dell’impianto di aspirazione fumi di saldatura produce un’emissione convogliata, regolata dalla Parte quinta del D.Lgs. 152/2006. La saldatura rientra tra le attività “in deroga” dell’Art. 272: non serve l’autorizzazione ordinaria, ma l’adesione all’autorizzazione di carattere generale della propria Regione, presentata tramite il SUAP prima dell’installazione, spesso all’interno dell’Autorizzazione unica ambientale (D.P.R. 59/2013). Se invece l’aria filtrata viene reimmessa in officina, l’autorizzazione alle emissioni non serve, ma il ricircolo è ammesso solo a condizioni igienistiche stringenti e la norma tecnica di settore ricorda che in alcuni Paesi è sconsigliato o vietato: per sette postazioni, come nel nostro esempio, l’espulsione è la scelta più solida.
Cosa prevede la Lombardia
In Lombardia gli allegati tecnici delle attività in deroga sono stati rinnovati con il d.d.u.o. n. 7082 del 9 maggio 2024; la saldatura è l’allegato tecnico n. 30. Per chi deve decidere, i punti che contano sono quattro:
- Limiti al camino: polveri 10 mg/Nm³; cromo, nichel, cadmio, cobalto e piombo 0,1 mg/Nm³ ciascuno. Sono i valori che il filtro deve garantire e che le analisi periodiche verificano.
- Filtro a cartucce ammesso: l’allegato riconosce il depolveratore a secco a mezzo filtrante, sia a tessuto (scheda D.MF.01) sia a cartucce (scheda D.MF.02). La tecnologia scelta dalla carpenteria è quindi una delle due previste dalla Regione.
- Soglia dei 50 kg/anno di materiali d’apporto: sotto questa quantità l’azienda è esonerata dalla comunicazione di messa a regime e dalle analisi periodiche. Con 600 kg/anno la nostra carpenteria è sopra e deve metterle a bilancio; per taglio e saldatura al plasma l’esonero non si applica mai.
- Guasti e manutenzione: se il filtro si ferma e non c’è un impianto di riserva, si ferma anche la produzione collegata e la comunicazione a Provincia, Comune e ARPA va fatta entro otto ore. Un buon motivo per pretendere un sistema di segnalazione dell’intasamento e un piano di manutenzione scritto.
Chi opera in un’altra Regione deve leggere il proprio allegato: in Emilia-Romagna, per esempio, il limite per le polveri è 5 mg/Nm³, la metà di quello lombardo.
Cosa chiedere al fornitore dell’impianto di aspirazione fumi di saldatura
Il terzo blocco riguarda l’attrezzatura. Non serve conoscere le norme tecniche per filo e per segno, ma serve sapere cosa pretendere nell’offerta. La norma di riferimento è la UNI EN ISO 21904:2020, dedicata proprio alle attrezzature di captazione e separazione dei fumi di saldatura, affiancata dalla UNI 11304-1:2008 sui depolveratori a secco, che copre i filtri a cartucce.
- La classe di efficienza del filtro. La UNI EN ISO 21904-2 definisce le classi W1, W2 e W3. Per l’inox, con cromo e nichel nei fumi, la classe W3, la più alta, è la scelta coerente: chiedere marcatura e rapporto di prova.
- Portata e distanza di lavoro dei bracci. La parte 4 della norma fissa la portata minima dei dispositivi di cattura. Un braccio aspirante funziona solo se sta vicino al punto di saldatura: il fornitore deve dire a quale distanza è garantita la cattura.
- Sostituzione delle cartucce e raccolta delle polveri. La parte 1 richiede che il filtro sia sostituibile dal lato aria pulita e che i contenitori delle polveri siano monouso e sigillabili: sono dettagli che decidono l’esposizione di chi fa la manutenzione.
- Marcatura CE e documentazione. L’unità filtrante è una macchina: dichiarazione di conformità e manuale ai sensi della direttiva 2006/42/CE, che resta in vigore fino al 20 gennaio 2027, quando si applicherà il regolamento (UE) 2023/1230. Chiedere anche la documentazione tecnica utile per la pratica autorizzativa.
- Rischio esplosione. I fumi di saldatura dell’acciaio non sono esplosivi, ma se lo stesso impianto dovrà aspirare anche polveri di molatura di alluminio o leghe leggere entra in gioco il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 (Artt. 287-297) e la direttiva 2014/34/UE. La carpenteria del nostro esempio ha separato le due linee: qualche metro di condotta in più, molto rischio in meno.
Checklist decisionale
- Il DVR aggiornato elenca materiali base e d’apporto di ogni postazione e valuta il rischio chimico (Art. 223)?
- Si salda inox o leghe con cromo e nichel? Allora la valutazione va estesa agli agenti cancerogeni (Capo II).
- L’aria uscirà dal camino? Allora la pratica di autorizzazione generale (Art. 272) va avviata tramite SUAP prima di installare.
- Ho letto l’allegato tecnico della mia Regione (in Lombardia il n. 30): limiti, filtri ammessi, soglia dei 50 kg/anno?
- L’offerta per l’impianto di aspirazione fumi di saldatura dichiara classe di separazione, portata, distanza di cattura e marcatura CE secondo la UNI EN ISO 21904?
- È previsto un piano di manutenzione con registro e un allarme di intasamento dei filtri?
In sintesi
Dotarsi di un impianto di aspirazione fumi di saldatura non è una scelta facoltativa: il D.Lgs. 81/08 lo richiede per proteggere chi salda, il D.Lgs. 152/06 con l’allegato regionale stabilisce cosa può uscire dal camino e con quale filtro, la UNI EN ISO 21904 dice come deve essere fatta l’attrezzatura. Chi decide con queste tre domande in mano sceglie meglio e spende una volta sola.
Come può aiutarti Gamma Impianti
Dal 1990 progettiamo e costruiamo sistemi di aspirazione, filtrazione e trattamento dell’aria per gli ambienti produttivi. Per la saldatura proponiamo bracci aspiranti, banchi aspiranti e unità filtranti a cartucce con pulizia automatica, dimensionati sulle lavorazioni reali dell’officina e accompagnati dalla documentazione utile per la pratica autorizzativa. Il sopralluogo tecnico è il primo passo: scrivici dal modulo contatti di www.gammaimpianti.com.
Domande frequenti sull’aspirazione fumi di saldatura
L’aspirazione fumi di saldatura è obbligatoria anche per una piccola officina?
Sì. L’obbligo di aspirazione alla fonte (Art. 225 del D.Lgs. 81/08) dipende dalla valutazione del rischio, non dal numero di addetti. Cambiano invece, sotto i 50 kg/anno di materiali d’apporto, alcuni adempimenti sulle emissioni in Lombardia (esonero da messa a regime e analisi periodiche), ma non l’adesione all’autorizzazione generale se l’aria esce dal camino.
Serve un’autorizzazione per installare l’impianto?
Se l’aria viene espulsa all’esterno sì: adesione all’autorizzazione di carattere generale (Art. 272 del D.Lgs. 152/06) tramite SUAP, prima dell’installazione. Con il ricircolo in ambiente l’autorizzazione alle emissioni non è richiesta, ma restano integralmente gli obblighi del D.Lgs. 81/08.
Il filtro a cartucce è ammesso dalla normativa lombarda?
Sì. L’allegato tecnico n. 30 indica tra i sistemi di abbattimento il depolveratore a secco a mezzo filtrante, a tessuto (scheda D.MF.01) o a cartucce (scheda D.MF.02), con limite di 10 mg/Nm³ per le polveri.
Che filtro devo chiedere se saldo l’inox?
Un’unità con classe di separazione W3 secondo la UNI EN ISO 21904-2, con marcatura e rapporto di prova. È la classe più alta ed è coerente con la presenza di composti del cromo VI e del nichel nei fumi.
I fumi di saldatura sono cancerogeni?
La IARC li ha classificati nel Gruppo 1 nel 2017. In Italia componenti come i composti del cromo VI e del nichel hanno valori limite nell’Allegato XLIII del D.Lgs. 81/08 (D.Lgs. 135/2024). L’applicazione del Capo II del Titolo IX va valutata caso per caso dal datore di lavoro con RSPP e medico competente.
Normative di riferimento citate
| Riferimento | Contenuto | Anno | Perché ti riguarda |
|---|---|---|---|
| D.Lgs. 81/2008, Titolo IX Artt. 221-245 |
Agenti chimici e cancerogeni; Art. 225 aspirazione alla fonte |
2008 | Rende obbligatoria l’aspirazione localizzata |
| D.Lgs. 81/2008 Allegati XXXVIII e XLIII D.Lgs. 135/2024 |
Valori limite di esposizione; cromo VI e nichel dal 2025 |
2024 | Fissa i livelli da rispettare in officina |
| D.Lgs. 81/2008, Titolo XI Artt. 287-297 |
Atmosfere esplosive | 2008 | Solo se si aspirano anche polveri combustibili |
| D.Lgs. 152/2006 Parte quinta, Artt. 269 e 272 |
Emissioni in atmosfera; autorizzazioni generali |
2006 | Autorizzazione del camino |
| D.P.R. 59/2013 | Autorizzazione unica ambientale | 2013 | Canale della pratica tramite SUAP |
| Regione Lombardia d.d.u.o. 7082/2024 Allegato tecnico n. 30 |
Saldatura: limiti, filtri ammessi, soglia 50 kg/anno, prescrizioni |
2024 | Riferimento regionale del caso |
| UNI EN ISO 21904 Parti 1-4 |
Attrezzature per captazione e separazione dei fumi di saldatura |
2020 | Cosa pretendere nell’offerta |
| UNI 11304-1 | Depolveratori a secco a mezzo filtrante | 2008 | Requisiti del filtro a cartucce |
| Direttiva 2006/42/CE Regolamento (UE) 2023/1230 |
Macchine Regolamento applicabile dal 20 gennaio 2027 |
2006 / 2023 | Marcatura CE dell’unità filtrante |
| Direttiva 2014/34/UE | Apparecchi per atmosfere potenzialmente esplosive | 2014 | Solo con zone classificate |
Nota legale
I contenuti di questa news sono offerti a scopo informativo e divulgativo. I riferimenti normativi sono redatti con la massima cura ma non costituiscono consulenza professionale: ogni realtà produttiva presenta specificità da valutare caso per caso, con il supporto di un professionista abilitato (RSPP, igienista industriale, progettista) e alla luce della normativa vigente al momento della consultazione, in particolare degli atti regionali, soggetti ad aggiornamento. Gamma Impianti Srl declina ogni responsabilità per decisioni assunte sulla base dei soli contenuti di questo articolo. Il caso aziendale descritto è ipotetico.